background
cs 02 unica
DA UN GUERCINO ALLA CHAISE-LONGUE DEL DUCA: I CAPOLAVORI DEGLI ANTIQUARI MODENESI
Un dipinto del Guercino, un canapè settecentesco che arredava la villa Pentetorri di Modena, un trumeau veneziano dello stesso periodo, le foto della Callas scattate da Margaret Bourke-White per la rivista Life: sono solo alcune delle opere che presentano a Unica Fine Art Expo i galleristi di casa nostra

Pezzi unici di grande valore, che portano con sé un pezzo di storia, testimoni di epoche diverse, dal Seicento alla metà del secolo scorso: le proposte degli antiquari modenesi esposte a Unica Fine Art Expo quest’anno sono particolarmente rare e pregiate.

A cominciare da un dipinto di Giovanni Francesco Barbieri detto “il Guercino” (Cento 1591 – Bologna 1666), che ricompare dopo 13 anni, proposto dalla Galleria Cantore di Modena: si tratta de “L’Ortolana”, che era stata esposta, e scelta come copertina del catalogo, nella mostra modenese “Tesori ritrovati. La pittura del Ducato Estense nel collezionismo privato”, in occasione delle celebrazioni per i 400 anni di Modena Capitale. Il dipinto fu iniziato da Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, e completato da Guercino stesso in seguito alla sua morte nel 1649; fu poi acquistato dal marchese Albergati, parente dei Ludovisi e loro intermediario, ed entrò a far parte delle straordinarie collezioni che i Ludovisi ospitavano nella villa suburbana di Roma, costruita sugli “Horti Sallustiani” del Pincio, e nella quale proprio Guercino aveva dipinto 30 anni prima uno dei suoi capolavori, il “Carro dell'Aurora”.

Arredava la sontuosa villa Pentetorri di Modena, andata completamente distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, la dormeuse settecentesca esposta presso lo stand della Galleria Ossimoro di Spilamberto. La poltrona laccata a cineserie su fondo nero è stata costruita nell’ultimo quarto del XVIII secolo ed è appartenuta alla famiglia d’Este: nella residenza ducale di Pentetorri esisteva una sala cinese, di cui il canapè costituiva l’arredo principale. Questa "chaise longue", di manifattura emiliana o lombarda, costituisce un’importante testimonianza dell'interesse per la moda della cineseria delle corte estense.

Si focalizza sui mobili del Sei-Settecento la Galleria Cammellini di Sassuolo, proponendo un trumeau di manifattura veneziana completamente lastronato in noce e radica di noce, mosso sul davanti e sui fianchi, databile intorno al 1730-1750. Poco più recente, risalente al 1680-1730, è la credenza che lo accompagna, sempre in radica di noce.

Dal Settecento a oggi ha riflesso innumerevoli volti la specchiera in legno intagliato della Galleria Surprise di Modena. Nel XVII secolo a Venezia si producevano specchi unendo una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e complesso, rendendo lo specchio un prodotto di lusso. Questo esemplare risale al 1730-1760 e proviene dalla collezione Gatti Casazza.

Sono trascorsi oltre 75 anni dalla pubblicazione del primo, leggendario, numero di Life, storico settimanale illustrato statunitense, creato da Henry Luce, che ha segnato la storia dell'informazione e del costume dal 1936 al 1972. E mentre Milano dedica una mostra agli scatti più famosi della rivista, a Unica Fine Art Expo presso lo stand di Artistic Tamassia sono esposte 20 fotografie originali – tutte riportano il timbro Life – realizzate negli anni ’50 da due dei suoi fotografi più celebri: Margaret Bourke-White e Milton H. Greene. Uno solo il soggetto: Maria Callas, la Divina. Quattro scatti sono di Margaret Bourke-White, prima donna assunta da Life, la più famosa, prima fotografa occidentale ammessa negli anni '30 a visitare i luoghi dell'industria sovietica, con i budget più ricchi per la realizzazione dei suoi servizi e il più alto numero di assistenti: le foto ritraggono la Callas durante le prove per il debutto della Norma al Metropolitan di New York il 26 ottobre 1956. Gli altri 16 scatti di Milton H. Greene sono scene di vita privata che immortalano la divina nella sua casa privata di Milano nell’aprile del 1959.

Infine, modenese l’antiquario, modenese l’artista: “Il corteggiamento”, dipinto del pittore e fotografo Eugenio Zampighi è esposto da Giusti Antichità di Formighine. Eugenio Zampighi nasce a Modena nel 1859, studia pittura all’Accademia di Belle arti di Modena e, grazie a quella borsa di studio ante litteram che era il “pensionato Poletti” studia arte a Roma e a Firenze dove si stabilisce e opera come pittore di successo per tutta la vita. I soggetti dei suoi quadri sono le scene di vita famigliare contadina, allegre, con personaggi e azioni stereotipate, che hanno riscosso fin dall’inizio un grande successo sul mercato straniero soprattutto anglosassone.

Infoline: studio Lobo, tel. 0522/631042, info@studiolobo.it

Ufficio stampa
MediaMente Comunicazione
tel. 059.347027 e 339.3885913
stampa@mediamentecomunicazione.it

indietro - back

Sfoglia il catalogo
sitemap
Valid XHTML 1.0 Transitional
Valid CSS!
Produced by Litoweb
BPER BSA Mediazione