News

Capolavoro dall’alto potere suggestivo – Walter Padovani Gallery

Antonio Arrigoni – Il trasporto dell’Arca Santa e la morte di Oza.
Walter Padovani Gallery

Capolavoro dall’alto potere suggestivo Il trasporto dell’Arca Santa e la morte di Oza” esprime appieno tutta la potenza pittorica di Antonio Arrigoni.
Arrigoni è una personalità di grande importanza nel panorama artistico del tempo che si distingue per la pittura di grande eleganza formale, compositivamente calibrata, che mostra precoci aperture verso l’accademia. Effetti materici di grande luminosità caratterizzano le sue opere. Ebbe legami con i maggiori artisti della Serenissima dell’epoca, Antonio Molinari e soprattutto Giambattista Pittoni. Molte sono anche le sue somiglianze di stile con altri grandi maestri come Sebastiano Ricci, Antonio Balestra e Gregorio Lazzarini con i quali le sue opere furono spesso confuse.

Il dipinto che Walter Padovani Gallery porta a Modenantiquaria nello stand AAI  – “Il trasporto dell’Arca Santa e la morte di Oza” – ha conosciuto una discreta fortuna critica come opera del bolognese Aureliano Milani (Bologna, 1675 – Roma, 1749) fino alla pubblicazione della monografia su Antonio Molinari (Venezia, 1655 – 1704) di Alberto Craievich dove, indagando il percorso artistico del maestro veneziano, il presente dipinto veniva attribuito ad Antonio Arrigoni, seguace del Molinari, così anche Giorgio Fossaluzza nel 2008 che ha messo il relazione un telero dello stesso soggetto, eseguito dal Molinari prima del 1696 per la chiesa del Corpus Domini, ora nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Murano. La narrazione presente nella parte dello sfondo del nostro dipinto è una citazione della parte centrale della tela del Molinari.

L’attribuzione dell’opera a Aureliano Milani induceva a coglierne il carattere neocarracesco e a una datazione tra primo e secondo decennio del Settecento; mentre ora si valuta come opera da legarsi alla fase di confronto fra Annigoni e Pittoni, circa il 1720. La datazione è corroborata dal confronto, ad esempio, con l’Olindo e Sofronia del Museo Civico di Vicenza, con quello di Diana ed Endimione dell’Ermitage, San Pietroburgo, per giungere fino a Diana e le ninfe di Vicenza.