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Il ladro del sole – Bottegantica by Enzo Savoia

Francesco Lojacono: Scena campestre, 1885, olio su tela, 102 x 175 cm.
Bottegantica by Enzo Savoia.

La giornalista Laura Pisanello in uno dei suoi meravigliosi servizi sul Messaggero di Sant’Antonio (riportato di seguito) così definisce Lojacono: “il ladro del sole”. Nessuno seppe dipingere il sole meglio di Lojacono – questa la fama che il pittore si fece in vita – tanto che nel quadro di Paolo Vetri ed Ettore De Maria Bergler Una carovana di artisti nel deserto (1889), Lojacono è raffigurato in mezzo al corteo di artisti nell’atto di reggere il sole e, vent’anni dopo, il nobile siciliano Romualdo Trigona gli affibbiò l’epiteto di «ladro del sole» per la luminosità della sua pittura. “Francesco Lojacono è un siciliano che si fece onore in tutta Italia e oltre i confini nazionali. Visse anche a Parigi (conobbe Camille Corot) e forse proprio perché seppe esportare la sicilianità senza tradirla, i suoi conterranei gli sono ancora oggi grati. Francesco Lojacono partecipò in prima persona alle battaglie risorgimentali, dopo lo sbarco dei Mille a Marsala. «Prendo i tuoi figli – avrebbe detto Giuseppe Garibaldi a Luigi Lojacono – e tu fammi il ritratto». Francesco fu ferito nella battaglia di Milazzo, ma continuò a combattere agli ordini di Nino Bixio fino alla battaglia del Volturno nell’ottobre del 1860, insieme a diversi altri artisti. Di tale impegno, però, non c’è traccia nei suoi quadri che, come si vedrà, prediligono soggetti del paesaggio siciliano.

Francesco nel 1861 partecipò alla prima «Esposizione nazionale» a Firenze, dove soggiornò più volte e strinse amicizia con i paesaggisti toscani che frequentavano il Caffè Michelangelo. In seguito partecipò a tutte le più importanti rassegne di pittura in Italia (Venezia, Napoli, Torino, Palermo) ma la sua consacrazione fu anche internazionale (Vienna, Parigi, Bordeaux).

Il suo quadro la Strada di campagna, esposto a Napoli nel 1877, fu accolto subito nel museo nazionale di Capodimonte e L’arrivo inatteso , altro capolavoro di grandi dimensioni, venne scelto nel 1883 dalla regina Margherita per il palazzo del Quirinale, suscitando le lodi di D’Annunzio.
La Strada di campagna descrive l’atmosfera che precede un duello e pare di trovarsi in un libro di Verga e nel vivo delle suggestioni musicali di Mascagni. C’è un caldo inesorabile, un’afa opprimente, un sole cocente. Nessuno seppe dipingere il sole meglio di Lojacono – questa la fama che il pittore si fece in vita – tanto che nel quadro di Paolo Vetri ed Ettore De Maria Bergler Una carovana di artisti nel deserto (1889), Lojacono è raffigurato in mezzo al corteo di artisti nell’atto di reggere il sole e, vent’anni dopo, il nobile siciliano Romualdo Trigona gli affibbiò l’epiteto di «ladro del sole» per la luminosità  della sua pittura.

La visione naturale di Lojacono – secondo Antonella Purpura, affonda le radici nel contesto culturale e storico dell’epoca: «L’esperienza con i Mille costituisce una pausa nell’evoluzione pittorica di Lojacono, ma ne rafforza i postulati teorici che si basano sull’osservazione della natura che non è più oggetto di imitazione ma realtà  da rappresentare e presentare, ponendo così le basi per una moderna concezione della pittura di paesaggio».

Nella maturità  Lojacono dipinse scogliere e luoghi della Sicilia: Erice, Taormina, Agrigento, la Cubula (è la prima volta che un edificio arabo entra in pittura italiana, fa notare Fernando Mazzocca), strade polverose e riarse, l’Orto Botanico, agavi, cactus, le infinite suggestioni del giardino di Villa Tasca, sempre con una resa del particolare straordinaria. Scegliendo questi soggetti, diede anche un contributo notevole alla valorizzazione dell’autonomismo isolano, al rispetto della tradizione, pur non rinunciando all’apertura culturale che la sua formazione gli dava. Gli ultimi quadri di Lojacono prediligono tonalità più fredde, la natura si fa tramite di stati d’animo: si respirano malinconia e presentimento della fine. Si vedano le scogliere dipinte negli ultimi anni del Novecento o il Paesaggio Mediterraneo del 1905.”