GALLERIA GIAMBLANCO

PAD. Modenantiquaria

MATTIA PRETI

(Taverna 1613 – Malta 1699)
San Matteo, 1635-40 ca.
Olio su tela, cm. 97 x 73,5
Expertise di Keith Sciberras

….Il pittore è documentato nell’Urbe dal 1632 al 1636, dove raggiunse il fratello Gregorio che si era stabilito lì già da diversi anni. A Roma i due vennero a contatto con la tradizione caravaggesca, subendo soprattutto l’influenza di Ribera, di Bartolomeo Manfredi e di Valentin de Boulogne. La tela Giamblanco risente in particolare della lezione di Jusepe de Ribera, che si cimentò più volte con la realizzazione di figure di santi e apostoli, caratterizzate da gesti naturalistici e da una forte resa chiaroscurale…( descrizione competa CATALOGO GALLERIA GIAMBLANCO Venticinque anni di attività, 2017/2018 )

Bibliografia: Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, catalogo della mostra a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa, Roma 2019, pp. 156-159 (scheda di Y. Primarosa); GALLERIA GIAMBLANCO DIPINTI ANTICHI Venticinque anni di attività, a cura di Deborah Lentini e Salvatore Giamblanco, Torino 2019, pp. 34-37

DANIEL SEITER

(Vienna, 1647 – Torino, 1705)
Diana e Orione, 1685 ca.
Olio su tela, cm. 174,5 x 155,5
Expertise di Simone Mattiello

Questo vigoroso e inedito dipinto può essere ricondotto con sicurezza al catalogo delle opere del pittore di origine viennese Daniel Seiter. L’opera vanta un’antica provenienza dalla collezione che la famiglia di editori Baglioni conservava nel proprio palazzo veneziano in San Cassiano, come testimonia l’inventario redatto nel 1787 alla morte di Giovanni Paolo Baglioni, in cui la tela viene citata con il titolo «Diana, Endimione e fiume»…( descrizione competa CATALOGO GALLERIA GIAMBLANCO Venticinque anni di attività, 2017/2018 ).
Il presente dipinto verrà esposto alla mostra Sfida al BAROCCO Roma Torino Parigi 1680-1750 dal 13 marzo al 14 giugno 2020 nella Citroniera Juvarriana.

Bibliografia: GALLERIA GIAMBLANCO DIPINTI ANTICHI Venticinque anni di attività, a cura di Deborah Lentini e Salvatore Giamblanco, Torino 2019, pp.56 -57 e copertina catalogo.

DANIEL SEITER

(Vienna, 1647 – Torino,1705)
Io trasformata in giovenca con Giunone ed Argo
Olio su tela, cm. 121 x 167

Questa grande tela inedita di Daniel Seiter è nell’inventario della collezione di Emanuele del Portogallo, stilato a Roma nel 1686. Il documento fornisce informazioni dettagliate anche sul costo del dipinto e della sua cornice, pagati rispettivamente dal committente trenta e otto scudi. La tela raffigura l’episodio mitologico di Giove e Io: nella scena la principessa Io, trasformata in giovenca dal dio per sottrarla alla gelosia della moglie Giunone, viene consegnata da quest’ultima al fedele Argo affinché la sorvegli. Argo verrà poi ucciso da Mercurio, incaricato da Giove di liberare Io, e la giovane, dopo numerose peripezie, arriverà infine in Egitto, dove secondo la leggenda riprenderà sembianze umane e sarà venerata con il nome di Iside.
Questa grande tela inedita di Daniel Seiter è stata identificata da Guendalina Serafinelli, che ha attualmente in corso uno studio sull’opera, di cui ci ha fornito alcune anticipazioni.

Bibliografia: GALLERIA GIAMBLANCO flashback 2019, a cura di Deborah Lentini e Salvatore Giamblanco, Torino 2019, pp.24 – 27.

GALLERIA

La Galleria Giamblanco è  nata dal sodalizio e dalla passione dei coniugi Giamblanco, insieme dal 1993, il Prof. Salvatore Giamblanco e la Dottoressa Deborah Lentini, entrambi laureati all’Accademia di Belle; attualmente, il Professor Giamblanco è docente di pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Lo studio approfondito dei dipinti e la probabile attribuzione dell’opera sono la forza che lega i due coniugi da sempre, insieme, discutono per l’attribuzione più plausibile per ogni singolo dipinto che analizzano; sia che arrivi da collezione privata, sia che appartenga alla galleria stessa; dopo un’attenta analisi dell’epoca, dello stile, cromatica e tecnica dell’opera, si confrontano con l’esperto di riferimento per poter confermare la loro attribuzione e, solo quando l’attribuzione è confermata dallo storico, fanno realizzare una expertise dell’opera stessa, direttamente dallo storico che ne ha confermato l’attribuzione, per poter dare la massima garanzia.

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