VERDINI ANTICHITÀ

PAD. Modenantiquaria - Galleria Il Guercino 7

ANTONIO JOLI

(Modena 1700-1777 Napoli)
Veduta di Campo Vaccino a Roma (Il Foro Romano)
Olio su tela
Dimensioni: 138x186cm

Probabilmente una delle vedute più popolari di Roma, il Foro Romano è anche uno dei soggetti più famosi per Joli. Le molteplici versioni che conosciamo di questo argomento attestano la sua popolarità tra i clienti dell’artista. Infatti molti dei più importanti monumenti romani sono visibili qui. Da sinistra a destra è possibile riconoscere: il tempio di Antonino e Faustina, la Basilica di Costantino, la chiesa di Santa Francesca Romana e il Colosseo sullo sfondo; l’Arco di Tito e l’Arco di Costantino, la chiesa di Santa Maria Liberatrice (demolita nel 1899), le tre colonne del tempio di Castore e Polluce; tre delle colonne rimanenti del Tempio di Saturno.

Nota sull’artista:
Antonio Joli nacque a Modena nel 1700, ma la sua brillante carriera sia come pittore di fondali per il teatro che di vedute, lo portò in giro per l’Italia e l’Europa facendogli guadagnare fama e celebrità.
Durante la sua giovinezza si trasferì a Roma, dove studiò con Giovanni Paolo Pannini (1691-1765), uno dei primi e più importanti pittori di vedute e lavorò per la Bibbiena, una famiglia di pittori di scena. Dal 1740 al 1754 viaggia per l’Europa (Dresda, Londra e Madrid). Nel 1754 arriva a Venezia per essere uno dei fondatori dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Si trasferisce infine a Napoli dove muore nel 1777.
Le sue opere fanno ora parte delle collezioni di alcuni noti musei e fondazioni europee come: Fitzwilliam Museum di Cambridge, Museo del Prado di Madrid, collezione della Banca d’Inghilterra, collezione parlamentare del Regno Unito.

VIRGINIA VALENTINI NOBILE

Impressionante piano in micromosaico con vista su Roma
89cm Diametro
Firmato e datato: Virginia Valentini Nobile fece 1864

La parte superiore in micromosaico nero centrata con una vista di Piazza San Pietro circondata da quattro cartigli che incorniciano vedute di Roma e raffigurano in senso orario dall’alto: il Colosseo; Castel Sant’Angelo con la Cupola di San Pietro sullo sfondo; il Pantheon; il Foro Romano, queste quattro scene si alternano a vasi di fiori, grani e frutta che rappresentano le Quattro Stagioni.
L’importanza di quest’opera d’arte non è dovuta solo alla sua squisita manifattura e alle piastrelle incredibilmente piccole che utilizzano la tecnica degli smalti filati recentemente perfezionati, ma anche al fatto che questo è l’unico micromosaico conosciuto firmato da una donna. Valentini mostra qui un’abilità eccezionale che all’epoca non poteva che essere il risultato di una formazione in un importante studio di micromosaico. Potrebbe esserci una congiunzione tra Valentini e Isabella Barberi, figlia del noto Michelangelo che, patrocinato dai reali europei nel 1845 realizzò una tavola con lo stesso soggetto e composizione simile, oggi parte della Collezione Gilbert al Victoria and Albert Museum. Potrebbe essere interessante ipotizzare un’amicizia tra le due donne, e la possibilità che Isabella abbia introdotto Virginia nello studio di suo padre, soprattutto considerando che gestiva il laboratorio da sola fin dai primi anni 1860 (vedi Murray, A Guide to Rome, 1864, p. xxvi: “La Signoria Isabella Barberi, sua figlia, è un’artista e compositrice di disegni micromosaici di grande talento il cui studio, dal momento che la salute in declino di suo padre, dirige”. Il nome di Valentini e quello di Isabella Barberi sono anche elencati tra i micromosaicisti nel catalogo dell’Esposizione romana dell’arte cristiana realizzata alle Terme di Diocleziano nel 1870, in relazione a un’opera d’arte descritta come “Tavola rotonda di musaico colla piazza e chiesa di S. Pietro in mezzo e con ornati all’intorno”

COPPIA DI COMODINI

Coppia di insoliti comodini laccati e dorati con inginocchiatoio
Periodo: 1740-1750
Dimensioni: H. 84cm; L. 60cm; D. 39 centimetri

I due comodini con sormontati in marmo giallo antico, di manifattura romana, decorati con motivi a foglia dorata e lacca nera finto-tartarugato. Con due cassetti centrali e quattro gambe cabriole che terminano con foglie di acanto. Un inginocchiatoio pieghevole scolpito con motivi a rotolo e un guscio centrale poggia sulle barelle. La ricca decorazione e l’impiego della doratura in mobili destinati esclusivamente a stanze private e non a zone di accoglienza è altamente significativa di un ricco committente, probabilmente un importante membro della curia romana.

GALLERIA

Goffredo Verdini, grande cultore di pregiati arredi d’epoca, comincia nei primi anni ’50 a commerciare nel settore dell’antiquariato, facendosi strada nel panorama internazionale.

Nel 1956 apre a Roma la prima galleria, coinvolgendo ben presto anche il figlio Costantino che grazie al suo intuito e all’esperienza maturata al fianco del padre, dal 1965 gestisce individualmente l’impresa ampliando le aree di competenza ad un concetto di antiquariato più vasto e consolidando i rapporti con un ampio numero di clienti.

Grazie al coinvolgimento dei figli Alessandro, Stefano e Andrea ed una passione che si tramanda da tre generazioni, si sta riaffermando ancor di più la presenza dell’azienda sul piano internazionale.
Con un’esperienza ultra cinquantennale nel commercio di micromosaici italiani e mobili antichi di prestigio, l’interesse della famiglia Verdini si estende ai dipinti di epoca moderna, alla scultura e agli oggetti di arredo.

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