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Storie di capricci divini e amori traditi in Galleria Giamblanco

Daniel Seiter,  Vienna 1647 – Torino 1705
Io trasformata in giovenca con Giunone e Argo , olio su tela
Galleria Giamblanco Torino

Giove si invaghì di Io, figlia del re di Argo, ninfa dalla pelle candida come il latte, dallo sguardo ammaliante e quasi ipnotico. Cercò così di conquistarla e sedurla e per celare il suo tradimento a Giunone, sua moglie, avvolse la terra in una coltre di nubi. Giunone si insospettì e ordinò alla nebbia di dissolversi, riuscendo a scovare il suo consorte. Giove per proteggere Io dalla rabbia della moglie trasformò la ninfa in una bianca giovenca. Giunone fiutato l’inganno chiese in dono la giovenca e Giove fu costretto a cedere. La Dea quindi affidò Io – giovenca ad Argo dai cento occhi perché la sorvegliasse. Argo era un gigante che aveva appunto 100 occhi…e persino quando dormiva ne chiudeva solo 50.
Giove allora chiese a Mercurio, il messaggero degli Dei, di liberarla. Mercurio trasformatosi in pastore addormentò il sempre vigile Argo raccontandogli la storia di Pan e Siringa e lo decapitò. Giunone dispiaciuta prese i 100 occhi di Argo e li applicò sulla coda del pavone, animale a lei sacro ed ecco perché ora il pavone presenta le macchie a forma di occhio sulla coda e si dice sia un animale magico. Decise poi di punire nuovamente Io e le mandò un tafano a tormentarla….Io vagò per la terra senza sosta, senza mai trovare pace.
Arrivata al braccio di mare tra Europa e Asia, attraversò a nuoto lo stretto che così prese il nome di Bosforo che significa “passaggio della giovenca”. Infine la Dea sotto la pressione di Giove pose fine al suo supplizio ed Io arrivata in Egitto riprende il suo aspetto originario. Sulle sponde del Nilo la fanciulla diede poi alla luce Epafo, figlio di Giove.  Io sarà venerata dal popolo egiziano come la Dea Iside o Osiride.

Vi aspettiamo in Galleria Giamblanco tra Ninfe Veneri e Dee, tra incanto mito e poesia.