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Vanitas: intensamente umana e seducente, Cesare Lampronti fa il bis

Paulus Moreelse: Vanitas, olio su tavola, cm 66.5 x 50.
Cesare Lampronti

La Vanitas di Paulus Moreelse: così intensamente umana e seducente. Perché la Vanitas non è solo un vizio capitale; “se ben nutrita diventa benevola” afferma Mason Cooley nelle sue Celebri Frasi. Pittore e architetto olandese, Paulus Moreelse fece il suo apprendistato presso il celebre ritrattista di Delft Michiel van Miervelt e, secondo le fonti antiche, visitò l’Italia tra il 1598 e il 1601. Una volta tornato in patria, si guadagnò una buona reputazione come ritrattista ad Amsterdam e a Utrecht. Nel 1611 fu tra i fondatori della Gilda di San Luca nella sua città, e ricoprì vari incarichi onorari nel concilio di Utrecht. Stilisticamente fu il primo pittore i cui ritratti mostrano sia una notevole accuratezza che una linea di contorno morbida, come si vede nel bellissimo dipinto di collezione Lampronti qui presentato: una sensuale donna dalla pelle leggermente rosata, e i capelli dorati,  intrecciati sulle tempie in una elaborata acconciatura, realizzati con attenzione analitica al dettaglio di stampo nordico, regge in mano uno specchio, forse a simboleggiare iconograficamente la Vanitas. Il viso della donna è realizzato con accuratezza e allo stesso tempo valorizzando l’espressività, nelle labbra che sembrano che stanno per dischiudersi per dire qualcosa, e negli occhi che si rivolgono con attenzione al riguardante, per richiamare la sua attenzione. Le perle, gli orecchini, lo specchio, ogni dettaglio è l’occasione per rivelare una grande maestria pittorica.
Un ampio e sontuoso mantello rosso, realizzato con abili colpi di biacca, copre parzialmente la figura della donna, esaltandone il colorito.