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Luce e verità, armonia e perfezione: il DIO DELLE ARTI E DELLE PROFEZIE in Altomani & Sons per Modenantiquaria 2024!

“Quanto più l’uomo nega sé stesso, tanto più riceverà dagli dèi”! Orazio

Chi è il Dio delle arti e delle profezie adorato ancora oggi?

Il Dio Apollo anche Dio della musica e della poesia, signore delle Muse e protettore dell’Oracolo di Delfi.

ORAZIO: “Quanto più l’uomo nega sé stesso, tanto più riceverà dagli dèi”! Apollo era figlio di Zeus, re dell’Olimpo, e di Leto, una titanide.
Era, la consorte del re degli dèi, scoprì la scappatella e avviò una feroce persecuzione contro Leto che soffrì enormi dolori per 9 giorni.

Gli Dei, tuttavia, ne ebbero compassione e, dato che Leto attendeva due gemelli, permisero alla bambina, ARTEMIDE, di nascere e diventare in fretta adulta in modo da aiutare la madre a partorire il fratello Apollo.

Artemide rimase talmente scossa dalle sofferenze della madre che decise di rimanere vergine per sempre.

Il calvario di Leto non finì alla nascita di Apollo. Era, ancora molto furiosa, mandò il PITONE per sterminare la famiglia.

Gli dèi intervennero nuovamente e fecero crescere Apollo in soli 4 giorni così che uccidesse il mostro.

Apollo uccise il Pitone, ma dato era un animale sacro, dovette far penitenza per avergli tolto la vita.
Dove cadde il mostro venne innalzato l’ORACOLO DI DELFI, luogo di cui Apollo divenne protettore sussurrando all’orecchio delle Pizie e degli indovini.

A chi non piacerebbe ricevere una profezia, una soluzione immediata ad ogni ostacolo di vita?

Vieni a Modenantiquaria 2024, STAND i Carracci 12 da Altomani & Sons: IL DIO APOLLO TI ASPETTA!
Dal 10 al 18 febbraio a ModenaFiere!

Vicenzo Dandini (Firenze, 1609- 1675)
Apollo Olio su tela cm 131×103 1660-1670 ca.
Attribuzione e studio: Prof. ssa Francesca Baldassarri

Un elegante Apollo, tagliato di tre quarti, accompagnato dal contrabbasso che abbraccia stringendone l’archetto tra le dita della mano sinistra e non dalla più consueta lira, troneggia nella tela. L’altro braccio è mollemente adagiato sul fianco dove un bouquet fa capolino sotto il manto vermiglio. Una pianta di lauro impagina la composizione sulla sinistra e incorona idealmente il musicista che non ci guarda, l’espressione assorta in chissà quali pensieri.